LA NOTTE E IL MARE
Categoria Narrativa
Manes non aveva fretta quella sera.
Guardò il mare. Una lunga distesa oscura su cui si rifletteva la luce candida della luna. A fatica percepiva le onde frangersi sulla costa o il rumore appena accennato della città ancora sveglia. Era tutto maledettamente calmo. Strano, di solito lui amava il silenzio, si sentiva forte quando si immergeva in esso, eppure in quel momento gli era insopportabile. Lo turbava.
Come cambiano le cose, pensò. Prima di incontrare lei era un certo tipo di persona, mentre adesso si sentiva profondamente diverso. E la situazione in cui si era cacciato pesava su di lui come un macigno.
Inspirò. L’odore di salsedine raggiunse le sue narici e lo inebriò, ridandogli quel briciolo di determinazione che gli serviva per agire. Sapeva cosa fare, l’aveva fatto molte altre volte. Era il suo mestiere; era la sua natura.
Non lontano sentì già la dolce melodia del suo violino richiamarlo a sé. Dolce come lo erano i suoi occhi. No. Doveva piantarla con quegli stupidi pensieri.
Non è il momento, concentrati!Si fermò davanti all’alta scogliera di origine calcarea, da cui partiva un tortuoso sentiero scavato nella roccia. Manes lo percorse, salendo fino alla cima dove un tempietto gotico torreggiava splendido. Una piccola costruzione fatta di marmo bianco con alcune venature che brillavano argentee sotto i raggi lunari. Da lì proveniva la musica che aveva udito poc’anzi.
Attraversò l’arco a sesto acuto che faceva da ingresso a quella piccola struttura ottagonale e finalmente la vide. Era in piedi. Gli occhi chiusi, lo sguardo assorto nel movimento fluido delle mani che scivolavano sul prezioso violino. Sentirla suonare era una delizia.
Quelle che intonava erano note malinconiche. Una melodia che si librava leggera verso il cielo alla ricerca di una speranza a cui aggrapparsi, un sogno in cui credere per migliorare ciò che si era.
Rimase fermo sulla soglia per non dissolvere quell’incantevole alone di magia che l’avvolgeva e solo quando la vide riporre delicatamente lo strumento dentro la custodia, rivolgendogli un tenero sorriso, si avvicinò a lei.
Halma quasi lo travolse col suo abbraccio. «Ero sicura che saresti tornato».
Era davvero bellissima.
Aveva due grandi occhi verdi e una lunga chioma fluente che quando suonava raccoglieva in un delizioso chignon, lasciando ricadere alcune ciocche sul petto e lungo la schiena. Il suo corpo era sinuoso e tonico. A volte, quando la guardava, le ricordava una piccola bambola di porcellana.
Fragile.Manes provò una fitta alla testa e sentì qualcosa sotto il cappotto premergli la carne.
Fallo. Ora.La cinse a sé e le sue labbra si posarono su quelle calde e rosee di lei. Ma in quel bacio non c’era trasporto, c’era solo amarezza. Perché lui non poteva permettersi il lusso di provare alcun tipo di sentimento sincero. Per nessuno. Sotto quella maschera si nascondeva un’anima nera e per quelli come lui amare era solo un’inutile perdita di tempo. O almeno così gli avevano insegnato.
Loro erano spiriti rinnegati che soggiogavano la mente degli uomini per raggiungere i propri scopi. Demoni.
Esseri superiori che dominano sulla feccia.E così aveva fatto anche lui: aveva avvicinato la sua preda, l’aveva ammaliata e l’aveva indotta ad innamorarsi di lui. Poi, facendo leva sulle sue paure e sulle sue insicurezze, le aveva fatto credere di potersi fidare di lui e lei si era lasciata così sedurre dal potere ipnotico delle sue parole. Adesso era un burattino nelle sue mani.
Ciò nonostante, sentiva che il contatto con lei aveva portato alla luce qualcosa di insolito e per questo deleterio. Il calore del suo sorriso, non sapeva come, riusciva a cancellare le sue pene, il suo odio verso il mondo. Halma era la luce che dissipava le sue tenebre.
Per questo devi portare a termine la tua missione. Lei è una minaccia.
Deve morire!Manes le mise una mano fra i capelli e li strinse con violenza. Sentì il corpo di Halma gemere e schiacciarsi sempre più a lui. La sentì lasciarsi andare, abbandonarsi completamente alla sua folle bramosia.
Uccidila.I suoi baci si fecero più avidi e ossessivi. Con rabbia la spinse verso una delle colonne e con una mano sfiorò l’elsa del pugnale che aveva legato al fianco. Lo sentì pulsare ardente tra le dita.
Uccidila. Ora. Per sempre.Fuori, portate dal forte vento, le nuvole nere della morte nascosero la luna, lasciando alle tenebre il compito di penetrare fredde nei loro cuori.
Manes sentiva il pavimento tremare sotto i suoi piedi per l’agitarsi del mare contro la scogliera.
Questa è la forza distruttiva del male.Sguainò il pugnale. Assaporò il suo potere venefico e colpì.
Un lampo infuocato balenò nell’oscurità diretto al petto della giovane.
Buio.
Nel suo cuore, attorno a lui. No. Non poteva.
Si allontanò. Il pugnale conficcato nel marmo duro. L’esile figura della fanciulla adagiata a terra con le mani a coprire il suo volto attonito.
Buio tra loro.
«Perché?» chiese Halma con un filo di voce.
«Perché sono il male. L’orrore che si nutre di paure e illusioni. Io provo piacere nello spandere sofferenza e nel versare sangue innocente. Perché io sono l’incarnazione dei tuoi incubi più oscuri…»
«Non è questo che voglio sapere» urlò all’improvviso. «Perché ti sei fermato? Perché non hai trafitto il mio petto…mi hai risparmiata, perché?»
Guardò il suo bel volto rigato dalle lacrime. Non sarebbe mai stata felice con lui.
«Il mio era solo un avvertimento. Vattene o quando ci rivedremo, io ti ucciderò» le mentì. Era meglio così. Non c’era futuro per loro, erano troppo diversi come il giorno e la notte e quel legame che poteva sembrare tenero e salvifico, a lungo andare li avrebbe trascinati entrambi verso la dannazione eterna.
Estrasse il pugnale ancora caldo, balzò sopra la balaustra e saltò giù. Atterrò felino sulla sabbia bagnata e cominciò a correre lungo il bagnasciuga. Via verso l’ignoto.
Sapeva che da quel giorno le loro due vite sarebbero cambiate. Sperava solo che Halma seguisse il suo consiglio e scappasse via lontano da quella tetra città, ma soprattutto lontano da lui. Perché avrebbero mandato qualcun altro a finire il lavoro.
Ad uccidere entrambi.
Edited by speranza83 - 15/2/2009, 22:28